Cenni Storici 4 # 4
di Roberto Costa
Domusnovas ai giorni nostri
Domusnovas ai giorni nostri, foto di Carlo Pinna

    Durante il lungo periodo feudale la vita domusnovese cambiò progressivamente, e, infatti, alla società ricca e varia del periodo pisano e iniziale aragonese, con una economia principalmente legata all´attività estrattiva mineraria e metallurgica delle fonderie, si contrappose quella, altrettanto redditizia ma più chiusa, dell´ ultimo periodo aragonese e spagnolo, basata soprattutto sulle attività agro-pastorali. In questo periodo, infatti, l´agricoltura venne incentivata con la costruzione di un imponente sistema di irrigazione (le gore) che raccoglieva l´acqua del fiume San Giovanni e la destinava a quasi tutti i terreni agricoli del circondario, trasformandoli in magnifici orti profumati e di vari colori. Ed è forse per questo motivo (anche se l´origine potrebbe essere più remota) che il villaggio di Domusnovas acquistò l´appellativo di "Città Fiorita" (come è testimoniato in alcuni documenti del 1700). Ma l´acqua oltre che per l´irrigazione venne utilizzata come forza motrice per far lavorare le macine dei mulini (nell´800 troviamo ben 10 mulini funzionanti a pieno regime) o come nella Gualchiera dei Cappuccini per cardare i panni.

    Con il passaggio del regno di Sardegna ai Savoia (1720), riprese vigore l´attività mineraria e Domusnovas, dalla fine del XVIII secolo a tutto il XIX secolo, subì, ancora,un rapidissimo e grandioso cambiamento. Il suo territorio divenne un via vai di impresari, minatori, operai, ecc., si scoprirono e si aprirono nuove miniere, (Reigraxuis, Perda Niedda, Sa Duchessa, ecc) e la popolazione crebbe passando dalle 521 "anime" del 1781 alle 3013 (3153 popolazione di fatto) del 1901. Vennero avviate nuove attività industriali, come la costruzione di una cartiera da parte del Conte Bojl e una fonderia, dove lavoravano circa trecento operai, (voluta dal patriota mazziniano Enrico Serpieri dopo il fallito tentativo del famoso scrittore francese Honorè de Balzac) per il recupero delle scorie metallifere, dovute alle lavorazioni metallurgiche delle popolazioni fenicie-puniche, romane, pisane e aragonesi. Queste scorie, che si estendevano lungo il corso del fiume San Giovanni, furono stimate in circa 100.000 tonnellate. Con questo cambiamento economico e umano, anche il centro abitato subì importanti mutamenti. Venne edificata una nuova Casa Comunale, ingrandita la chiesa di Santa Maria Assunta, innalzata la Torre dell´orologio (poi diventato campanile), trasferito l´antico camposanto, adiacente alla chiesa parrocchiale, fuori dell´abitato, costruito un acquedotto per l´acqua potabile (dalla sorgente delle grotte al paese) e una strada che attraversava la Grotta di San Giovanni, istituito un carcere mandamentale ed infine create nuove strade perché il paese aveva ormai un´estensione quasi doppia rispetto a quella del secolo precedente (la chiesa parrocchiale che nel 700 era fuori dell´abitato veniva a trovarsi al centro dello stesso), oltre all´apertura di nuove attività commerciali e una farmacia.

    Con il 1900 l´economia di Domusnovas subì un ulteriore cambiamento, legandosi sempre più all´attività mineraria e abbandonando progressivamente le attività agricole e pastorali. Furono chiusi, infatti, quasi tutti i mulini, i campi vennero per lo più abbandonati (le vigne che erano una risorsa importante e rinomata sparirono), molti degli stessi agricoltori preferirono fare i minatori o cercare lavoro presso le nuove industrie che sorsero nelle zone vicine. Anche le usanze e le tradizioni secolari (forse millenarie) che fino ad allora avevano accompagnato ogni giorno la vita domusnovese vennero perdute, e le poche che ancora permangono nella memoria dei nostri più anziani concittadini stanno per fare la stessa fine. Ed oggi che anche le miniere sono solo un ricordo, la società domusnovese si trova legata alle attività industriali e dei servizi dei territori limitrofi, tuttavia si sta ta riscoprendo l´importanza e la peculiarità del proprio territorio: nascono nuove iniziative, si potenzia l´attività turistica, e si riscoprono le antiche tradizioni.

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