Cenni Storici 3 # 4
di Roberto Costa
Nuraghe S'omu 'e S'Orcu
Nuraghe S'omu 'e S'Orcu, foto di Carlo Pinna

    Anche a Villa di Chiesa edificò un castello con possenti mura che circondavano la città, e varie chiese, tra cui la cattedrale Santa Chiara (1284-1288), sulla cui facciata fece scolpire:

    "ANNO DOMINI MILLESIMO CCLXXV INDICTIONE XIII NOC OPUS(S) FECIT FIERI PETRUS OPERAIUS REGNANTE GUIDONE DE SENTATE POTESTATE ARGENTARIE VILLE ECCLESIE E DOMUS NOVE ET SEXTE PARTIS KAILERITANI PRO MAGNIFICO ET POTENTE VIRO DOMINO COMITE UGOLINO DE DONORATICO." (Dove, quindi, si evidenzia che Ugolino era Signore di Domusnovas, Villa di Chiesa e dell´Argentaria e della Sesta parte del regno di Cagliari). Anche "Domus Nove" beneficiò di questo rifiorire dell´economia, la popolazione aumentò, sorsero varie fonderie per l´argento lungo il fiume, il castello e le mura vennero restaurate e si diede inizio alla costruzione (o forse più verosimilmente alla ricostruzione in uno stile più consono al nuovo signore) della chiesa di Santa Barbara, che però, in seguito alle successive vicende politiche (iniziata intorno al 1285), non fu portata a termine secondo lo stile ed il progetto originario.

    In seguito alla tragica morte del conte, i figli Guelfo, già presente in Sardegna, e Lotto, giunto in un secondo tempo, si ribellarono a Pisa e con essi le popolazioni di Domusnovas e Villa di Chiesa, scatenando però una immediata reazione della città toscana che inviò le truppe al comando di Ranieri della Gherardesca, che si era alleato con il Giudice d´Arborea Mariano II. Il potente esercito assediò Domusnovas avendone la meglio solo dopo un lungo ed estenuante combattimento. La fortezza allora fu data in presidio a cento balestrieri giunti appositamente da Cagliari, ma dopo pochi giorni i domusnovesi riuscirono a ribellarsi, ad uccidere tutti i cento nemici e a rinchiudersi nuovamente nella fortezza aspettando che arrivasse in loro soccorso il Conte Guelfo. Egli, infatti, prontamente, a capo di un grosso plotone di suoi combattenti, si diresse verso Domusnovas, ma, intercettato lungo il percorso, ebbe la peggio in un aspro combattimento, dove ferito da virga sardesca, fu fatto prigioniero dai Pisani. Il fratello Lotto per averlo salvo barattò i suoi possedimenti sardi con la sua libertà, e fu allora che su esplicita richiesta del Giudice Arborense le mura e le torri di Domusnovas furono demolite.

    Dopo di ciò Domusnovas passò sotto il diretto controllo di Pisa (1300), che la dotò al pari di Villa di Chiesa di un proprio Breve e di una propria autonomia, incentivando l´attività mineraria, regolamentandone le diverse fasi lavorative e promuovendo la nascita di nuove e più efficienti fonderie lungo il <<Guadum Domusnove>>. Il dominio pisano durò poco, perché nel 1324 si ebbe l´occupazione Aragonese ad opera dell´Infante Alfonso, che dopo aver assediato e occupato Villa di Chiesa, dirigendosi verso Castel di Castro (Cagliari) sostò a Domusnovas: era il 13 febbraio di quell´anno.

    Con il cambiamento di regime la vita, di per sé buona, cambiò ben poco e, infatti ancora nel 1346 si prendevano provvedimenti contro l´eccessivo lusso delle donne di Domusnovas. La società domusnovese era ricca ed efficiente ed, infatti ,mentre l´intero territorio sardo occupato dagli Aragonesi veniva infeudato Domusnovas con Villa di Chiesa, Villamassargia e Gonnesa, divennero puro possedimento del Re. Durante questo periodo Domusnovas fu amministrata da un Vicario, inviato dal re in persona, e nel 1355 poté inviare due rappresentanti (Pietro Loci e Gonnario Pisci) all´assemblea per la costituzione del primo parlamento sardo.

    Con diploma del 16 luglio 1432 il re Alfonso affidò Domusnovas a Ludovico (Luis) D´Aragal suo luogotenente e governatore del regno di Sardegna.

    Gli Aragal furono feudatari fino al 1510, anno in cui, estinta la famiglia Aragal, il feudo passò a Ludovico Bellit e, in seguito, ai suoi eredi fino al 1605 quando subentrò ad essi Ludovico Gualbes. Nel 1627 il feudo passò ad Antonio Brondo, ed ai suoi eredi fino al 1730 , anno in cui il feudo fu acquisito da Cristoforo Bou Crespi di Valdaura. In seguito i suoi discendenti lo tennero fino a che per l´abolizione dei feudi (1839), fu riscattato per la somma di £. sarde 998. E fu proprio grazie all´abolizione dei feudi che Domusnovas acquisì anche il territorio della Contea di Oridda detta, anche Contea di San Giovanni Nepomuceno, già del Conte Fulgheri.

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