Cenni Storici 2 # 4
di Roberto Costa
Grotta San Giovanni
ingresso nord Grotte San Giovanni, foto di Giuseppe Pintore

    Inoltre un grandioso acquedotto incanalava l´acqua della sorgente della Grotta San Giovanni e dopo un percorso di circa 43 Km, in parte su piloni ed arcate, in parte interrato, portava il prezioso liquido alla città di Karalis². Purtroppo oggi di queste fonderie e di questo acquedotto non rimangono segni evidenti, ma il caso ha voluto che proprio durante i lavori per la costruzione del moderno acquedotto di Cagliari che seguiva pressappoco lo stesso percorso dell´antico fu ritrovato, in territorio domusnovese, un magnifico <<Rhyton>> e cioè un vaso di vetro verde, perfettamente lavorato, riproducente un corno di animale del 1° secolo d.C. e conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, che sta a dimostrare come nel periodo romano, Domusnovas era un villaggio ricco ed importante e sicuramente possedeva laboratori artigiani per la lavorazione oltre che dell´argento anche del vetro.

    Anche i Bizantini nell´alto medioevo si stabilirono a Domusnovas, risalgono probabilmente a quest´epoca le chiese ora scomparse di San Michele (sulla Punta omonima), Santa Lisandra (o Lisandro in località "Sa Tuerra") e la cappella di San Giovanni Battista situata pochi metri prima dell´uscita nord della grotta di San Giovanni. Ma anche altre chiese della zona (San Nicola, San Lussorio, San Marco, Santa Barbara ecc..,) ricordano santi molto venerati dalla chiesa d´oriente e difficilmente (anche se non impossibilmente) venerati dopo lo scisma con la chiesa di Roma.

    A questo stesso periodo si può far risalire la nascita della città di Sigerro (anche se lo Spano fa risalire il termine Sigerro addirittura alla dominazione fenicia con significato di scoria di metalli), città che nel periodo successivo dei Giudicati sarà capoluogo di Curatoria, dando il nome alla stessa, Curatoria di Sigerro o Sygerri appunto. La Villa di Sigerro, in seguito allo spopolamento dovuto alle ripetute invasioni arabe del Sulcis, andò incontro ad una progressiva decadenza fino a quando il suo territorio fu sede di un intervento di ripopolamento e ricostruzione sotto diretto controllo dei monaci Vittorini di Marsiglia. Ad essi, infatti, il Giudice Cagliaritano aveva concesso la chiesa di San Vincenzo di Sigerro con le sue pertinenze, e fu allora che sulle rovine della città di Sigerro, o poco distante da essa, nasce "Domusnova de Sigerro"(XI-XII secolo), proprio in concomitanza con la nascita di altre varie Villenove, sorte in Sardegna sotto impulso monastico con funzioni per lo più agro-pastorali.

    La Villa di Domusnovas di Sigerro si sviluppò intorno ad un possente castello, il Castello di Sigerro, (descritto dall´Aleo nel 1677. <<... a Domusnovas è presente il Castello di Sigerro antichissimo, venne restaurato dai Giudici Cagliaritani ed era tanto importante e possente da aver dato il nome a tutta la curatoria......>>).

    Quando, nel 1254 il giudicato di Cagliari fu occupato dalle truppe pisane la porzione nord del Sigerro venne concessa al Conte Ugolino Donoratico della Gherardesca.

    Il conte Ugolino (ricordato da Dante Alighieri nella Divina Commedia) giunto nei suoi territori sardi, non essendo ancora sorta Villa di Chiesa, si stabilì a Domusnovas, nel suo possente castello, ne estese la perimetria muraria (è forse in quest´epoca che il villaggio si estese all´interno del perimetro murario acquisendo il caratteristico aspetto a "fuso" rimasto del tutto inalterato fino ai giorni nostri) e le impose un podestà che la governerà con l´utilizzo di uno statuto. Ugolino, infatti, risiedette poco nel suo regno cagliaritano, essendo occupato a tempo pieno nella vita politica pisana (Re in Sardegna, cittadini a Pisa.......), ma nonostante la lontananza riuscì a governare in maniera lungimirante i suoi territori d´oltre mare, dando nuovo impulso all´attività mineraria rimasta inattiva per vari secoli (...dai tempi dei romani), facendo affluire nelle sue campagne profughi e manovalanza da altri luoghi sardi e non ed, infine, fondando e costruendo la città di Villa di Chiesa, destinata ad essere la nuova capitale del suo regno e, quindi, del Sigerro.

² - L´acquedotto romano per la città di Cagliari captava le acque anche dalle pendici del Monte Ollastru, oggi in territorio di Villamassargia, dalla sorgente denominata, appunto, Caput Acqua.

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