Cenni Storici
di Roberto Costa
Il Paese
scorcio del paese a fine '800, elaborazione grafica di Giuseppe Pintore

    Ai piedi del massiccio montuoso collinare del Marganai, in una ridente vallata bagnata perennemente dal rio San Giovanni, sorge l´abitato di Domusnovas, cittadina del Sulcis-Iglesiente di circa 7000 abitanti. Essa è situata ad un´altitudine di 152 metri s.l.m., dista da Cagliari 43 Km, possiede un territorio di circa 80,47 Kmq.

    Questa posizione collinare sulle sponde del fiume perenne e la presenza nelle sue immediate vicinanze del complesso calcareo-metallifero della Contea di Oridda, hanno caratterizzato nei secoli la sua storia e dato due volti diversi alla sua economia, uno agro-pastorale, che per la presenza di terreni fertili ed umidi è stato costantemente redditizio e uno minerario, che saltuariamente si è dimostrato fruttuoso e denso di problemi.

    Nel centro storico dell´abitato troviamo la chiesa di Santa Maria Assunta, di origine medioevale (XII sec), ma rimaneggiata e riedificata nel 1700, e la chiesa di Santa Barbara del XIII secolo ma più volte ricostruita e restaurata mantenendo alcuni elementi architettonici della sua origine medievale. Alla sua periferia si erge il nuraghe S´Omu´e s´Orcu, uno dei più grandi ed imponenti agglomerati nuragici della Sardegna meridionale, mentre a pochi chilometri di distanza troviamo la famosa Grotta di San Giovanni, uno dei fenomeni carsici più importanti di tutta la Sardegna. Essa, inoltre, è una delle poche al mondo che, grazie alla sua imponenza, abbia permesso la costruzione al suo interno di una strada carrozzabile (oggi chiusa al traffico) che attraversa l´intera montagna (il Monte Acqua) sbucando nella meravigliosa Contea di Oridda, altopiano di eccezionale bellezza, con i suoi panorami mozzafiato, le sue numerose e meravigliose grotte, le sue sorgenti, i torrenti, le cascate, i boschi di lecci e corbezzoli secolari, le pareti rocciose a picco, meta di scalatori provetti, e gli imponenti resti dell´industria mineraria a far da testimoni di un recente florido passato.

    Proprio per le caratteristiche che abbiamo citato sopra il territorio di Domusnovas è stato popolato dalll´uomo fin dai tempi più remoti. Numerose sono, infatti, le tracce di insediamenti risalenti al neolitico e quasi tutte le grotte, caverne od anfratti del suo circondario presentano segni inequivocabili (frammenti di ossidiana, cocci di vasellame, microliti) della presenza delll´uomo neolitico appunto (Grotte di San Giovanni, Su Corovau, Su Pertusu, Su Strexiu, S´Arcareddu, ecc.). Ma i segni più vistosi di quest´ epoca sono i due muri megalitici o ciclopici che chiudevano gli ingressi della grotta San Giovanni, demoliti nel 19° secolo per far posto alla strada di attraversamento della grotta stessa e di cui rimangono pochi ma riconoscibili resti.

    Molto più vistosi sono invece i segni della presenza nuragica, due tombe dei giganti e vari nuraghi si ergono nel suo territorio, e tra essi il più importante è il nuraghe "Sa domu´e s´orcu" (Ortu nel '700). Questo nuraghe, uno dei più imponenti della Sardegna meridionale, è di tipo complesso, costituito da una torre più antica centrale (1500 a.C.) circondata da un bastione più recente (1200 a.C.) di figura irregolare con al suo interno un cortile, e circondate più all´esterno da una muraglia intercalata da cinque poderose torri, il tutto con funzioni difensive. Oltre a questo nel territorio sono presenti anche altri nuraghi di dimensioni più modeste, ricordiamo quelli di "Su Nuargi", di Monte Acqua, di Bucch´e Proccusu, Panisais, ecc. e soprattutto due tombe dei giganti, una alle pendici del monte "Perdl´e Cerbu" e la seconda in località di "Su Corovau" conosciuta anche come la Tomba dei giganti di "Perdu Cossu".

    Per quanto riguarda il periodo fenicio punico, si può affermare che queste popolazioni stanziarono in queste aree, come dimostrano i ruderi del tempio fenicio-punico di Matzanni (San Marco-Iglesias) e i toponimi ricollegabili a tale dominazione (Sigerro, Sebatzu, forse Tiny).

    Durante la dominazione romana Domusnovas era con certezza un grosso villaggio (oppidum) situato lungo la strada Kalaris-Sulcis, o una sua diramazione, e appartenente al distretto della vicina Metalla, dalla quale riceveva il minerale per essere fuso nelle sue fonderie, almeno nove¹, situate lungo il corso del fiume di San Giovanni (da qui veniva trasportato a Sulcis per essere imbarcato per Roma), residuandone grande quantità di scorie, che si sommarono a quelle sicuramente già esistenti delle precedenti lavorazioni fenicio-puniche.

¹ - R.Binaghi in La metallurgia in età romana in Sardegna... opera cit.. Esistevano almeno 9 fonderie localizzate lungo il rio di San Giovanni.

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