Canale Serci e Gutturu Is Abis
Domusnovas - Villacidro

    Si parte da Domusnovas (Municipio) in direzione Vallermosa, seguendo il percorso N°4 fino a raggiungere in quota il bivio Pranu Cardu - Pranu Ilixi (punto - 6 - tracciato), dove andremo diritti tralasciando il bivio sulla destra (tornante in salita - riferimento pianta eucalipto). Qui inizia la variante del nuovo percorso, che riprende per un breve tratto in piano quando, superata una piccola salita, giungiamo in località Sedda De Pranu Cardu dove ignoreremo un bivio sulla sinistra (da notare sulla destra un cisterna antincendio). (NB: svoltando a sinistra, è possibile raggiungere dopo circa Km. 1,250 e 5 minuti di percorrenza, il percorso n°1 - punto 15 del tracciato). Iniziamo ora una fase tutta in discesa e dopo aver ignorato prima un sentiero sulla sinistra e a breve distanza un bivio sulla destra continuiamo a scendere fino a raggiungere la vecchia Miniera di Canale Serci, ora presidio dell’Ente Foreste della Sardegna (Montimannu).

    Una cosa molto importante è l'orario di apertura del cancello di questa località ed è per questo che prima di intraprendere questo percorso, bisogna chiedere informazioni telefonando all'Ente Foreste Della Sardegna di via Monte Mannu in Villacidro. Superato dunque il cancello giriamo a sinistra e senza mai prendere bivi secondari raggiungiamo, dopo aver superato una prima volta il Rio Leni sopra un ponte in cemento ed una sorgente sulla destra (Mitza De Su Fossu Mannu), al vivaio Ente Foreste della Sardegna in località Camp'è Isca, che dà il nome anche alla sorgente presente sul posto. Seguiremo la strada principale tenendo sulla nostra sinistra il Rio Leni e il bosco di eucalipto trovando quasi subito sulla sinistra un bivio che dà su un'area di sosta con annesso cartello sulle norme di comportamento.

    Continuiamo il percorso ed al bivio successivo sulla sinistra, che dista poco più di 700 metri dal vivaio forestale che abbiamo appena superato, gireremo attraversando il bosco di eucalipto e superando per la seconda volta sempre su un ponte in cemento il Rio Leni (da notare anche qui in prossimità del bivio, un altro cartello sulle norme di comportamento). Una volta superato il fiume seguiremo la strada fino a raggiungere, dopo pochi metri, un cancello in località Gutturu Abis che supereremo sulla sinistra attraverso un varco (sentiero C.A.I.). Iniziamo ora una fase di salita ripida che da quota 340 metri ci porterà, dopo circa Km. 1,400, in prossimità di una sorgente a quota 470 metri (non sempre attiva, in modo particolare durante la stagione estiva).

    Dopo la sorgente ancora pochi metri in salita ed iniziamo una fase in discesa, interrotta ogni tanto da una salita di modesta pendenza, sino all'ultimo cancello di questo percorso che supereremo questa volta su un varco creato sulla destra. Siamo di nuovo in salita (durante il tragitto possiamo notare una vecchia carcassa di camioncino) anche questa abbastanza impegnativa dovuta sia alla pendenza che al fondo sconnesso. Troviamo un tornante proprio nel bel mezzo del canale e continuiamo a salire sino a raggiungere, a quota 620 metri, il passo S'Enna De Is Xirras. Affrontiamo ora una piccola discesa trovando quasi subito un incrocio in località Bega D'Alleni (a destra per Oridda), dove andremo a sinistra su un tratto quasi in piano dopo aver abbandonato il sentiero C.A.I. Durante il percorso ignoriamo due bivi: il primo a sinistra; mentre il secondo si trova sulla destra alla prima curva che incontriamo proprio mentre iniziamo nuovamente a salire.

    Superiamo altre due curve e la salita si fa' più dolce; tiriamo il fiato ignorando il bivio sulla sinistra per Monte Guisi, così anche per il successivo sempre a sinistra (conduce all'agriturismo di Perda Niedda). Ormai siamo alla fine della nostra fatica quando raggiungiamo l'incrocio sulla destra in località Pilloni De Sa Figu (da notare sulla destra un baracca in lamiera) che naturalmente ignoriamo apprestandoci ad iniziare, dopo aver toccato quota 757 metri di altezza, (quota massima del percorso) la fase in discesa del percorso. In questa fase transiteremo in prossimità dell'enorme voragine creata dagli scavi minerari della miniera di Perda Niedda accentuati anche da un ripristino ambientale disordinato. Continuiamo a scendere con il cratere degli scavi sulla sinistra e seguendo per un tratto in piano la recinzione in legno messa a protezione.

    Affrontiamo una curva e poi un'altra curva ignorando un bivio sulla destra proprio quando il percorso tende a livellarsi. Percorsi un cinquantina di metri siamo ai piedi degli scavi minerari, (notare a sinistra l'ingresso della miniera); noi dobbiamo andare sulla destra in discesa su una curva a gomito. Siamo sul percorso che conduce all'agriturismo di Perda Niedda quando, percorsi circa cento metri, troviamo un bivio sulla sinistra che ignoriamo, mentre subito dopo, al successivo pieghiamo a destra. Siamo sul Sentiero Su Crabiolu; il percorso si svolge tutto in discesa con difficoltà legate al terreno smosso dai cinghiali e ai numerosissimi rami sospesi ad altezza d'uomo. Inizia la discesa e subito abbiamo la sensazione di percorrere una galleria a causa degli alberi che si trovano a contatto per la modesta larghezza del sentiero nascondendo con le loro fronde il cielo sopra di noi.

    Quando usciamo da questo ambiente è bene percorrere un breve tratto a piedi incontrando quasi subito un incrocio con un'altro sentiero dove noi andremo a sinistra in discesa sempre a piedi. Ancora pochi metri e siamo di nuovo nel sottobosco riprendendo la nostra marcia in sella e trovando a poca distanza un bivio dove andremo a destra sempre in discesa. Come abbiamo già accennato questa fase del percorso risulta insidioso vuoi per il terreno smosso dai cinghiali sia per i rami pendenti che ostacolano il passaggio. Per questo motivo è di estrema importanza tenere il casco sempre agganciato. Scendendo troviamo una diramazione sulla sinistra dove possiamo notare un'apertura sulla montagna, noi andiamo ancora una volta a destra sempre in discesa. Un altro consiglio è quello di non prendere in considerazione i segni di vernice rossa apposti sugli alberi.

    Continuiamo sul nostro percorso trovando su una curva un bivio con un'altro sentiero sulla destra; percorreremo la curva scendendo sulla sinistra. Notiamo i resti di una condotta idrica costituita da dei vecchi tubi di ferro in disuso. Troviamo ancora un bivio sulla sinistra in salita che ignoriamo e mentre scendiamo possiamo notare che il fondo del sentiero si fa' più duro: questo è un segno che stiamo per giungere a valle. Giungiamo così in prossimità di uno spiazzo dove al centro si trova un grosso albero di leccio; noi andremo a sinistra percorrendo un brevissimo tratto in piano. Scendiamo ancora e notiamo sulla nostra destra in alto i tornanti della curva ad esse della strada che conduce a Tinnì. Superata la piccola discesa notiamo ancora sulla sinistra una piccola struttura in pietra e subito dopo una serie di incroci dove andremo diritti in discesa sulla strada dove affiora un tubo trasversale in ferro.

    Pochi metri ancora e ci troviamo ad attraversare il letto di un fiume (Rio Sa Duchessa), dove incontriamo sul guado un'altro tubo trasversale più grosso del precedente. Superato il corso d'acqua percorriamo ancora un breve tratto di strada incontrando alcune case della vecchia miniera e subito dopo raggiungeremo la fontanella (Sa Picca) a Sa Duchessa, posta sulla strada che conduce a Tinnì. Ora non ci resta che girare a sinistra (in discesa), e continuiamo sempre sulla sterrata principale, tralasciamo gli incroci che troviamo a poca distanza, sia quello a sinistra (area sosta) sia quello a destra (sbarra) ed il successivo a sinistra (ruderi miniera Sa Duchessa).

    Senza mai prendere bivi secondari dopo aver percorso circa 1500 metri raggiungiamo la miniera di Barraxiutta (ignorare prima bivio sulla sinistra con la strada asfaltata che conduce a Perda Niedda). Superata la miniera; anche questa riconoscibile dai ruderi, riprendiamo il nostro percorso ignorando un bivio sulla sinistra (ponte) e un sentiero sulla destra (sbarra - Forru De Sa Cracina) fino a raggiungere la strada asfaltata "Panoramica"  Strada Provinciale n° 89. Percorsi circa 50 metri al bivio successivo svolteremo a destra, e seguendo sempre ed esclusivamente la strada asfaltata raggiungiamo le Grotte Di San Giovanni. Una volta superata questa cavità, dopo circa Km. 3,450 raggiungiamo nuovamente Domusnovas.

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