Genna Ollioni e Arenas
Domusnovas - Iglesias - Fluminimaggiore

    Si parte da Domusnovas (Municipio), seguendo il percorso N° 2 fino a raggiungere in quota il passo di Genna Ollioni - metri 726 s.l.m. (punto - 8 - del tracciato). Dopo aver ripreso fiato ignoriamo una diramazione sulla destra proprio sul passo (rudere casa miniera) e iniziamo una fase di discesa tralasciando, subito dopo, un sentiero sulla destra. Percorsi circa 50 metri in piano scendiamo ancora trovando due tornanti e successivamente sempre in discesa raggiungiamo l'incrocio a valle (a sinistra si va per Marganai - percorso n°2), dove superiamo la sbarra e svoltiamo a destra per San Benedetto (punto - 9 - tracciato). Qui inizia la variante del nuovo percorso che riprende in discesa lungo il Canale Gutturu Acquas su una strada in asfalto ecologico. Percorsi circa 150 metri attraversiamo una zona verde (Mamenga) dove troneggiano alcuni alberi di castagno e noce. Si tratta di un'area attrezzata di panche e tavoli; sono presenti anche una sorgente e un ampio parcheggio.

Riprendiamo il percorso; scendendo notiamo come il paesaggio cambia rapidamente; il bosco lascia spazio alla vegetazione locale che si presta dove è possibile alle attività agro-pastorali; infatti troviamo lungo il tragitto un ovile. La metamorfosi del paesaggio continua, qua e là compaiono le prime attività minerarie ormai abbandonate. Molto suggestiva, nei pressi di San Benedetto, la vista di un convoglio di vagoncini lungo una ex ferrovia per il trasporto del minerale. Stiamo per raggiungere il nostro primo obbiettivo quando ci troviamo a transitare nel bel mezzo di un'altro ovile dove bisogna fare molta attenzione agli animali vaganti (maiali). Percorriamo ancora qualche centinaio di metri, e siamo a San Benedetto (a sinistra una fontanella "Sa Mitza de Sa Figu"), dove al primo incrocio con la strada asfaltata per Iglesias gireremo a destra in salita.

Usciamo dall'abitato tralasciando la via sulla destra e puntiamo diritti (seguire la Via Arenas) attraversando il piazzale della vecchia miniera fino a raggiungere la strada sterrata, tralasciando subito un bivio sulla destra e successivamente un'altro sulla sinistra. Iniziamo a salire in modo graduale ignorando un bivio sulla destra; superiamo due tornanti fino a raggiungere su un tratto quasi in piano un bivio sulla destra a quota 550 metri ma che ignoreremo. A destra possiamo notare, sul versante del Monte Perda, oltre alle ferite dovute all'attività mineraria, un'altro convoglio di vagoncini fermi dopo l'ultimo viaggio , mentre in fondo al canale vediamo le case della vecchia Amministrazione, oggi occupate da pastori stanziali. A sinistra lo scenario è completamente diverso, dovuto alla presenza di un bosco di sughere. Continuando a salire troviamo una sorgente (Mitza de Riola) per poi, dopo una serie di tornanti in salita, giungere al passo S'Arcu De Sa Gruxi a quota 628 metri.

Superiamo il passo attraverso il taglio praticato sulla montagna tralasciamo prima un bivio a destra per Monte Perda ed il successivo che troviamo a sinistra sul versante di Baueddu. Iniziamo una discesa ignorando una diramazione in salita sulla destra, mentre all'incrocio che troveremo in curva andremo a sinistra in discesa (diritti si và per Malacalzetta). Continuando incontriamo una diramazione a sinistra in salita che ignoriamo fino a raggiungere l’incrocio con la Miniera di Baueddu; noi andremo diritti. Da notare i tre forni a forma di torre che servivano per la "calcinazione dello zinco" e, più in là, le strutture del vecchio pozzo della miniera. Incontriamo poi altri due incroci: il primo sulla destra conduce alla miniera di Malacalzetta, che ignoriamo (a sinistra c’è un'altra fontanella "Mitza de Baueddu"); lasciamo stare anche il successivo bivio a sinistra per Antas. Puntiamo diritti e percorsi pochi metri affrontiamo una piccola salita transitando in mezzo a due fabbricati; quello di sinistra è un podere mentre a destra c’è la vecchia colonia di Baueddu.

Superata la breve pendenza, affrontiamo prima un breve tratto in piano (ignorare bivio sulla destra) e poi ancora una piccola salita. La superiamo e percorsi poche centinaia di metri in piano tralasciamo un bivio a destra ed il successivo in curva sulla sinistra (sbarrato da una catena). Iniziamo ora una discesa, vedendo sulla sinistra proprio sotto di noi la gola del Rio Perdu Marras che corre in parallelo, fino a raggiungere un tratto in piano ignorando due diramazioni: la prima sulla destra in curva e la seconda poche centinaia di metri dopo sulla sinistra sempre in curva (Rio Perdu Marras). Siamo ai piedi di punta Pilocca con le sue pareti a picco famose per l'arrampicata sportiva ma allo stesso tempo immerse nel verde di un bosco di leccio. Mentre saliamo notiamo, dei muretti in pietra a faccia vista messi come parapetti.

La comparsa di un rigagnolo a sinistra ci indica che siamo in prossimità della sorgente di Arenas; la troviamo subito dopo, abbellita con lo stesso sistema dei muretti che abbiamo incontrato precedentemente. Superata la sorgente, giungiamo all'incrocio con la Miniera di Arenas; noi andremo a destra. Dobbiamo transitare davanti ad un traliccio che in realtà è il "Pozzo Lheraud" , intitolato al direttore generale della "Soc. Pertusola". Pochi metri e lasciamo una diramazione a sinistra e subito dopo al successivo incrocio giriamo a destra in discesa. Sullo sfondo notiamo una ferita sulla montagna dovuta all'intensa attività estrattiva a giorno. Poche centinaia di metri e troviamo un'altro incrocio (Villaggio Arenas - Tinnì); dobbiamo andare a sinistra per affrontare l'ultima salita del percorso, attraversando il villaggio minerario di Arenas costituito da una dozzina di fabbricati tra cui desta particolare attenzione la caratteristica chiesetta .

Lasciato il villaggio minerario, continuiamo a salire tralasciando due diramazione sulla sinistra, e una volta superata la pendenza raggiungiamo sul percorso principale un incrocio; svoltiamo a destra in discesa per Tinnì. Giunti sul posto troviamo una grande cisterna sulla destra usata durante la stagione estiva per la campagna antincendio (sul luogo è presente un presidio permanente dell'Ente Foreste della Sardegna): noi dobbiamo andare a sinistra sempre in discesa lasciando le strutture sulla destra. Dopo circa 100 metri raggiungiamo una parte pianeggiante nella zona della piana di Tinnì, dove riprendiamo il percorso immersi nel fitto sottobosco per circa 1600 metri tralasciando una diramazione che incontriamo sulla destra.

Riprendiamo il percorso lungo una discesa, in una curva sulla sinistra noteremo una roccia caratteristica conosciuta come "Sa Barracca de su Sordau", superiamo ancora due tornanti ("sa curva de s'esse") e giungiamo a valle a Sa Duchessa (da notare sulla destra una fontanella). Andiamo diritti tralasciando la stradina che si trova di fronte sulla sinistra, e continuiamo sempre sulla sterrata principale. Tralasciamo anche gli incroci che troviamo a poca distanza, sia quello a sinistra (area sosta) sia quello a destra (sbarra) ed il successivo a sinistra (ruderi miniera Sa Duchessa). Senza mai prendere bivi secondari dopo aver percorso circa 1500 metri raggiungiamo la miniera di Barraxiutta (ignorare prima bivio sulla sinistra con la strada asfaltata che conduce a Perda Niedda).

Superata la miniera, anche questa riconoscibile dai ruderi, riprendiamo il nostro percorso ignorando un bivio sulla sinistra (ponte) e un sentiero sulla destra (sbarra - Forru De Sa Cracina) fino a raggiungere la strada asfaltata "Panoramica" - Strada Provinciale n° 89. Percorsi circa 50 metri al bivio successivo svolteremo a destra, e seguendo sempre ed esclusivamente la strada asfaltata raggiungiamo le Grotte di San Giovanni. Una volta superata questa cavità, dopo circa Km. 3,450 raggiungiamo nuovamente Domusnovas.

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