Pubusinu, Su Mannau e Antas
Fluminimaggiore

    Partiamo da Domusnovas, seguendo il percorso N°6, sino a giungere a Tinnì . Qui ci troviamo di fronte ad una grande cisterna usata per la campagna antincendio (sul luogo vi è un presidio permanente dell'Ente Foreste della Sardegna). Forzatamente svoltiamo a destra ed al successivo bivio anziché andare diritti in salita come il percorso N°6, prendiamo a sinistra in direzione Arenas (per un tratto seguiremo il percorso N°3 al contrario) affrontando, dopo un breve tratto in piano, una discesa (ignorare le due diramazioni sulla destra) che ci porterà ad attraversare il villaggio minerario di Arenas.

    Ci lasciamo alle spalle il villaggio tralasciando all’altezza dell'ultima casa un bivio a destra; ancora un centinaio di metri in piano e troviamo un'altro bivio in cui ignoriamo la sterrata a sinistra con sbarra in salita che conduce a Tinnì. A breve distanza ignoriamo un'altro bivio, sempre a sinistra, iniziando una salita, dando così origine al percorso N°11 (tralasciando sempre a sinistra i ruderi del "Pozzo Lheraud"). Si sale ancora dai piedi della discarica della Miniera di Arenas (a destra) e poco dopo la salita abbandoniamo prima una diramazione a sinistra e successivamente un'altra sulla destra. Puntiamo diritti verso il rudere di una casetta dalle pareti finestrate; in realtà si tratta di una vecchia postazione per la pesa come appare chiaramente transitando di fronte.

    Continuando a salire aggirando la discarica in senso orario, notiamo sul versante di sinistra l'enorme voragine a giorno creata quando si estraeva il minerale e che oggi si sta tentando di risanare con un progetto di ripristino ambientale; di fronte a noi notiamo Punta Pilocca. Ormai siamo quasi in cima alla discarica, intravediamo la miniera di Arenas e puntiamo diritti verso la stessa lasciando prima i due bivi quasi frontali a destra e sinistra. Il nostro primo obiettivo è raggiunto, ci troviamo a S'Arcu de Genn'e Carru presso la Miniera di Arenas . Dopo una breve salita usciamo dalla zona mineraria soffermandoci ad ammirare il paesaggio circostante: sul versante opposto spunta su tutti Monte Lisone con i suoi 1082 metri; poco più in basso Punta Bollentino 871 metri: a valle il canale del Rio Is Arrus che punta diritto verso Fluminimaggiore.

    Ripartiamo in discesa e ignoriamo subito un bivio sulla sinistra prima di un doppio tornante. Continuiamo tralasciando due sentieri: destra e sinistra, transitando poi nei pressi di una sorgente (Is Cruccuris) a destra sotto la strada che percorriamo, un pò nascosta ma accessibile da un sentiero a circa 50 metri, che noi tralasciamo. Ancora qualche centinaio di metri in discesa e poi affrontiamo una leggera salita, ignorando un sentiero sulla destra. Nuovamente in discesa, affrontiamo un tornante a gomito e una curva nel canale sotto Punta Manna De Pubusinu, immersi in un rigoglioso bosco di leccio. Scendendo lungo il canale, tralasciando un sentiero a sinistra, facendo lo stesso per la strada che troviamo sempre sulla nostra sinistra, sino al successivo bivio, per noi di estrema importanza. Lo troviamo nei pressi di una vecchia porcilaia realizzata con blocchi in cemento, che si trova sulla nostra destra.

    Abbandoniamo il canale e prendiamo a sinistra affrontando una piccola salita (quasi una rampa di accesso; da notare a bordo strada i muretti in pietra con parapetti in legno) e finalmente dopo circa cento metri il nostro secondo obiettivo è raggiunto: siamo presso la sorgente di Pubusinu . Il silenzio è rotto dal rumore dell'acqua che sgorga dalla sorgente e che rimbomba a valle dando origine al Rio Pubusinu. Sul posto c’è anche un agriturismo, ottimo punto di appoggio per ogni evenienza; si trova in alto sul lato sinistro rispetto alla strada, raggiungibile dopo circa 50 m. da una diramazione a sinistra. Ripartiamo proprio da qui ignorando tale diramazione; scendiamo lievemente di quota, seguendo il percorso che ci porterà dopo circa 1 km al prossimo bivio in località Gutturu Pala , riconoscibile dai ruderi della vecchia miniera omonima, ormai dismessa.

    Prendiamo a destra su sterrato lasciando i ruderi sormontati dalle caratteristiche pareti a picco della gola dove si snoda un bellissimo sentiero che conduce alle Grotte di Su Mannau. Ormai abbiamo abbandonato il bosco, e ci troviamo a percorrere una zona di sola macchia mediterranea, sino alla prossima biforcazione che dista circa 4 km da Gutturu Pala. Lungo il tragitto scorgiamo a destra il comune di Fluminimaggiore e in basso nella stessa direzione la vecchia miniera di “Su Zurfuru” (soggetta a opere di recupero). Superato il complesso notiamo un incrocio in prossimità di altre strutture minerarie ( sulla sinistra la "Galleria Pietro" - foto); proseguiamo diritti lasciando la diramazione a destra in discesa, che si ricongiunge alla sottostante SS.126 visibile anche da questo punto.

    Lievemente in salita e poi in piano dopo aver percorso circa 3 km in parallelo con la SS.126 raggiungiamo il nostro terzo obiettivo: siamo alla Grotta di Su Mannau (sul posto opera una cooperativa che gestisce il punto di ristoro e le visite guidate - foto - interessante da questo punto percorrere la vecchia Strada Romana per raggiungere Antas - foto - 1 - 2 -). Usciamo dalla sterrata prendendo a destra; dopo aver superato il piazzale raggiungiamo percorrendo un tratto in asfalto un incrocio sulla SS.126 dopo essere transitati sotto il ponte e ignorato la strada sterrata a sinistra. Sulla statale puntiamo a destra, direzione Iglesias, salendo gradatamente per circa 4,9 Km sino al prossimo incrocio per Antas. Giriamo a sinistra in discesa (sempre in asfalto) abbandonando la SS.126 per circa 2,5 Km. sino al piazzale del Tempio di Antas in comune di Fluminimaggiore (anche qui c’è un punto di ristoro gestito da una cooperativa - foto). Dobbiamo girare a destra sulla strada sterrata, obbiettivo Baueddu.

    Dopo un tratto in piano (zona Bega Perdosa) che sale gradualmente (ignorare bivi secondari) troviamo una fattoria in prossimità di una cabina elettrica poi una serie di tornanti in salita con pavimentazione cementizia (per evitare l'erosione dell'acqua causata dalle piogge) che ci porteranno in cima a quota 539 metri slm (dietro di noi P.ta Is Annunis 645 metri slm). Affrontiamo una modesta discesa fino ad un bivio vicino a un ovile; giriamo a sinistra. Percorriamo circa 800 metri e siamo a Baueddu. All’incrocio prenderemo ancora a sinistra (seguiremo sino a Domusnovas il percorso N° 3) per affrontare una piccola salita tra due fabbricati; quello di sinistra è un podere mentre a destra c’è la vecchia colonia di Baueddu. Ora troviamo un breve tratto pianeggiante (ignorare bivio a destra) e poi ancora una piccola salita. Percorsi poche centinaia di metri tralasciamo un bivio a destra ed il successivo in curva sulla sinistra (sbarrato da una catena).

    Inizia una discesa (vediamo proprio sotto di noi la gola del Rio Perdu Marras che corre in parallelo) fino a un tratto in piano ignorando due diramazioni: la prima sulla destra in curva e la seconda poche centinaia di metri dopo sulla sinistra sempre in curva (Rio Perdu Marras). Siamo ai piedi di Punta Pilocca con le sue pareti a picco famose per gli appassionati di arrampicata sportiva e allo stesso tempo immerse nel verde di un bosco di leccio . Da notare i muretti in pietra che fungono da parapetti. La comparsa di un rigagnolo a sinistra ci indica che siamo in prossimità della sorgente di Arenas che troviamo quasi subito, abbellita con lo stesso sistema dei muretti in pietra che abbiamo visto prima. Superata la sorgente, giungiamo all'incrocio con la Miniera di Arenas; noi andremo a destra. Dobbiamo transitare davanti al traliccio del "Pozzo Lheraud", intitolato all’allora direttore generale della "Soc. Pertusola".

    Pochi metri e lasciamo una diramazione a sinistra dove finisce il nostro nuovo percorso e subito dopo al successivo incrocio, giriamo a destra in discesa. Sullo sfondo notiamo una ferita sulla montagna dovuta all'intensa attività estrattiva a giorno. Poche centinaia di metri e troviamo un'ulteriore biforcazione (Villaggio Arenas - Tinnì - tratto percorso andata); dobbiamo andare a sinistra per affrontare l'ultima salita del percorso, attraversando il villaggio minerario di Arenas costituito da una dozzina di fabbricati tra cui desta particolare attenzione la caratteristica chiesetta . Dopo il villaggio minerario, continuiamo a salire tralasciando due diramazioni sulla sinistra, e una volta superata la pendenza raggiungiamo un incrocio; svoltiamo a destra per Tinnì; qui ha termine la variante del percorso. Da questo punto in poi seguiremo il percorso N° 3 sino all’abitato di Domusnovas.

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