S'Ortu Mannu, Orbai e Astia
Villamassargia (Azzerare il ciclo-computer all'incrocio delle Vie Terraseo e Dello Sport)

    Si parte da Villamassargia periferia sud, zona servizi sportivi, seguendo Via Dello Sport in direzione est (Siliqua) sino ad uscire dal paese per imboccare, senza cambiare direzione, una strada campestre in asfalto. Questo tratto è quasi in piano, interrotto da piccole salite che, prese a freddo, sembrano più faticose del previsto. Dopo circa 3 km e 800 metri e senza mai prendere bivi secondari, attraversando le località di Santa Barbara e Bia Arrubia, raggiungiamo un bivio con una strada asfaltata in regione S'Ortu Mannu. Prendiamo a destra e dopo pochi metri in asfalto troviamo un'altro bivio su strada sterrata proseguendo ancora a destra. Ci troviamo a transitare in mezzo a un bosco di ulivi secolari, notando subito a destra, quasi isolato oltre lo steccato che delimita la strada, un grosso albero di olivo. Esso prende il nome di "Sa Rejna" ("la Regina", così chiamato essendo il più grande con i suoi 14 metri di circonferenza alla base nonché uno dei più grandi D'Europa) e pare che alcuni di questi alberi furono messi a dimora dai Pisani tra il 1300 e il 1600 (da notare alle spalle il Castello di Gioiosa Guardia ).

    Riprendiamo la strada in mezzo a diverse fattorie, tralasciando, mentre iniziamo una fase in salita, un bivio a sinistra e il successivo a breve distanza subito dopo una curva a destra, molto marcato (da notare una casa sulla sinistra - Agriturismo). Pochi metri ancora e a un incrocio di lieve importanza andiamo diritti in salita, iniziando una fase piuttosto impegnativa per via del fondo ghiaioso. Procediamo decisi affrontando un tornante a sinistra con la pendenza che man mano tende ad aumentare sempre di più. Troviamo un bivio sulla destra; si tratta di una variante del vecchio tracciato, del quale troviamo conferma con l'altro a breve distanza sempre a destra, ma li ignoriamo entrambi. La strada che percorriamo transita sotto un costone e si trova in una zona spoglia denominata Concas De Sinui, in cui è presente solo macchia mediterranea, mentre a valle domina la pianura del Cixerri .

    Superata la salita ignoriamo un bivio sulla destra, percorrendo un tratto in piano interrotto da una piccola pendenza, per affrontare quindi una stretto tornante dove notiamo un cartello che ci avvisa che la zona è sotto tutela dell'Ente Foreste Demaniali di Monte Cadelano (località S'Ega De S'Ascina). Il bosco fa la sua comparsa su un percorso a fasi alterne sino a raggiungere la prima sbarra che dà accesso alla zona demaniale; la superiamo ignorando a breve distanza un incrocio a destra, affrontando prima una modesta salita (miniera abbandonata), poi fase in discesa sino al centro servizi Foreste Demaniali Monte Cadelano (zona Serra Andria Cannas). Seguiamo il percorso principale (da notare il cartello: transito consentito in bici e a cavallo) tralasciando una diramazione a sinistra di fronte al centro servizi.

    Mancano ancora circa 1 Km e 500 metri per raggiungere Orbai, il nostro prossimo obiettivo e ci comportiamo come segue: seguiamo il tragitto tralasciando un bivio marcato sulla sinistra; ugualmente per i due successivi sulla destra ed infine in discesa ne lasciamo un altro a sinistra, arrivando a valle ad un incrocio con sbarra nella zona di Orbai; una volta superato prendiamo a destra giungendo, dopo un centinaio di metri in piano, ad uno spiazzo (Giardino Orbai) con una grossa palma centrale e un cartello "Parco Geominerario". Seguiamo l’indicazione girando a sinistra e ignorando due stradine a destra, passando un ponte nei pressi di una casetta. Saliamo ora su una serie di curve e tornanti fino al prossimo bivio con il villaggio minerario di Orbai. Qui troviamo un cartello identico al precedente; prendiamo a sinistra in salita e, dopo circa 300 metri, giungiamo all'insediamento minerario, già sottoposto anni addietro ad opere di trasformazione e poi convertito per scopi turistici e integrato nel nascente Parco Geominerario.

    Sostiamo per ammirare la bellezza delle strutture del villaggio, prima di riportarci nuovamente (percorso al contrario) al bivio precedente in cui piegheremo a sinistra passando dietro i ruderi della vecchia Laveria dell'omonima miniera, superando prima un sentiero a sinistra. Siamo ora in piano e, poco prima di un tornante, iniziamo una salita di media pendenza, immersi per circa 3 Km in un interminabile distesa di verde (bosco di leccio). Seguendo il percorso, ignoreremo tre sentieri sulla sinistra sino a raggiungere il bivio con tornante sulla sinistra per la miniera di Rosas, nella zona posta sotto S'Arcu S'Olioni, dove ha termine la salita. Abbandoniamo il bosco lasciando il bivio a sinistra e continuando in piano sotto Punta Su Finugu (cima di 565 metri slm sulla nostra sinistra) fino al passo di “Sedda De Antoni Atzori” a quota 529 m. slm (versante Narcao).

    Ora tralasciamo un sentiero poco visibile sulla destra fino ad un'altro bivio, dopo una piccola salita. Ignorato il bivio sulla destra aggiriamo Punt'e Sirui raggiungendo in breve uno spiazzo (da notare una piccola vasca in cemento per abbeverare il bestiame); tenendoci a destra, terminiamo la curva continuando il percorso principale (tralasciare le due stradine a contatto dell'abbeveratoio sulla sinistra). Troviamo a breve distanza un bivio a destra da ignorare e così anche per gli altri sempre sulla destra. Altra piccola salita poi in discesa fino a un marcato incrocio molto importante nella zona di Schina B. Arruta sotto Punta Mureddu che si trova sulla nostra sinistra. Prendiamo a destra in discesa (a sinistra si va a Terraseo) trasferendoci sul versante opposto (piana Cixerri) ignorando un bivio a sinistra che interrompe una recinzione e andando diritti in salita all'incrocio.

    Da questo punto seguiamo in discesa il percorso ignorando una diramazione a sinistra in curva nella zona di Serra Giuenni (la strada conduce ad una vecchia miniera di piombo) e, dopo una piccola pendenza raggiungiamo su un altopiano, due bivi consecutivi sulla sinistra molto importanti per noi, a breve distanza l'uno dall'altro, marcati per via del traffico. Entrambi conducono nei pressi delle case di Astia che naturalmente ignoriamo proseguendo a destra in discesa e tralasciando, dopo circa 400 metri, un bivio sulla destra, ai piedi della zona denominata Planeserra (la strada sulla destra conduce nella zona del "Centro Naturalistico Santa Mariedda"). Questo tratto, come detto, si trova su un altopiano ed è per questo motivo che troviamo numerose fattorie con vaste aree coltivate. Dopo questa parentesi, riprendiamo il viaggio per raggiungere, dopo circa 1 Km, un gruppo di fabbricati rurali, da superare con una doppia curva proprio in mezzo ad essi (zona Prabezza).

    Continuiamo sino a dove termina la strada sterrata ed inizia l'ultima parte, su asfalto (a sinistra Monte Modditzi). Siamo di fronte al castello di Gioiosa Guardia (329 m.); da qui si gode un bellissimo paesaggio e la vista domina su tutta la valle del Cixerri con i paesi di Villamassargia, Musei e Domusnovas, mentre all'orizzonte notiamo la catena del Marganai e, più in là, maestosa, si erge quella del Linas . Non ci resta che seguire la strada asfaltata scendendo rapidamente di quota affrontando un tornante e una serie di curve sino a valle. Il percorso continua in piano alternato da dossi sino ad imboccare, nella stessa direzione, la via Terraseo. La percorriamo raggiungendo nuovamente l'incrocio con Via Dello Sport a Villamassargia, da dove siamo partiti.

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